AlterVista raggiunge quota 2 milioni siti web attivi.

A poco piu’ di dodici anni dalla sua nascita, il portale di web-hosting gratuito AlterVista raggiunge la cifra di due milioni di siti aperti. Nata nel 2000 da un progetto dello studente del Politecnico di Torino Gianluca Danesin, AlterVista ha affrontato diverse ere di Internet, dall’esplosione della bolla della New Economy al nascere degli imperi digitali di Google e Facebook.

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Altervista  lancia anche la versione internazionale, visibile al link en.altervista.org, che permetterà ai navigatori di tutto il mondo di essere in rete gratuitamente e guadagnare. “Dieci anni fa era solo l’idea di uno studente fuorisede – dice Andrea Santagata, responsabile area Media di Banzai –. Ora, sostenuti dal grande successo italiano, con il lancio della versione internazionale, si esporta dall’Italia nel mondo un nuovo approccio alla creazione di siti web, sostenuto alla base da un’innovativa idea di fare hosting.

La chiave del successo risiede infatti nella gratuità del servizio. L’apertura del sito web ospitato da Altervista, con supporto tecnico ed editoriale, è infatti gratuita, ma si partecipa ai proventi pubblicitari. Un modello di business che ha permesso a molti utenti di avere un proprio sito internet di qualità senza spese e con un ritorno economico di tutto rispetto.

Complessivamente i siti hanno generato, lo scorso marzo, quasi un miliardo di pagine viste, raddoppiando il dato dello stesso mese nel 2009 (506 milioni di pagine viste). Per Paolo Ainio, presidente di Banzai “la versione internazionale è un’evoluzione naturale, anche se rara per le imprese italiane del web, di una realtà che in termini di utenti e traffico generato non solo è la più grande in Italia, ma una delle prime al mondo”. “Da poche settimane tutta la gamma dei servizi di Altervista – ha concluso -, recentemente arricchiti di una versione semplificata di blog, forum e gallery viene offerta su scala globale. Speriamo che il consolidato successo italiano si possa replicare anche fuori dai nostri confini”.

 

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